ANIMALE VEGETALE
LIVIA PAOLA DI CHIARA – 2024
Contrariamente alla barriera mentale che poniamo tra il mondo animale e quello vegetale, i Greci definivano una certa continuità tra gli umani e le piante, suggerita da una sorta di ambiguità corporea, un affascinante interscambio delle forme e, in sintesi, la stretta parentela visiva e oggettiva degli esseri viventi. Ricercando nella narrazione mitica e nella filosofia, nella poesia e nella scultura – ciascuna con le proprie forze e il proprio linguaggio – scopriamo che queste danno voce agli alberi, mettendoci sotto gli occhi lo spettacolo miracoloso e sfuggente di un’interconnessione e affinità tra i viventi che ci appare a un tempo familiare e impensabile.
Pertanto, se predisponiamo occhi e sentimento, possiamo constatare che, osservando tali affinità più propriamente chiamate prossimità, ogni cosa struttura per analogie e tutto converge in un unico disegno di un gigantesco essere vivente, (ipotesi) Gaia – W. Golding – , in un continuo rapporto tra cosmografie del micromondo e del macromondo.
